Il Tour of the Alps saluta Michele: "Un esempio per tutti"

Commozione tra gli organizzatori della corsa che Scarponi aveva brillantemente concluso ieri a Trento, prima che un destino crudele lo strappasse ai suoi affetti

22 aprile 2017

Siamo sconvolti. Fino a poche ore fa Michele Scarponi era qui tra noi, grande protagonista e vincitore di una tappa del Tour of the Alps conclusosi a Trento. Pensare che, tornato a casa venerdi sera abbia avuto appena il tempo di riabbracciare la moglie e i suoi bambini prima che il destino lo strappasse alla vita è un dolore indescrivibile per tutta la grande famiglia del ciclismo.  Era anche un campione di simpatia. Ai ritrovi di partenza era il più disponibile al rito degli autografi, con il suo sorriso e il suo gusto per la battuta. Siamo felici di avergli regalato l’ultima vittoria. Ma questo ci fa sentire ancora più parte del dolore dei suoi cari“. Giacomo Santini, Presidente del G.S. Alto Garda, commenta cosi, con parole rotte dall’emozione, la tragica notizia della morte di Michele Scarponi stamane, travolto da un furgone mentre era in allenamento.

Il Tour of the Alps lunedi a Innsbruck Michele era tornato alla vittoria dopo molto tempo, questa notizia ci lascia senza fiato – aggiunge Maurizio Evangelista, General Manager del Tour of the Alps – considerando che ci eravamo lasciati da poche ore. Non ci sono parole per esprimere alla famiglia un dolore così forte, che é poi quello di tutto il ciclismo. Michele Scarponi era un grande professionista innamorato del suo mestiere, e soprattutto una persona squisita, sempre gentile e disponibile con tutti. Il suo esempio deve restare per sempre nella memoria di coloro che praticano questo sport“.

Nato a Jesi il 25 Settembre 1979, Michele Scarponi ha vissuto nel 2011 la migliore annata della sua carriera, conquistando il Giro del Trentino ed il Giro d’Italia, quest’ultimo a seguito della squalifica di Alberto Contador. Nella corsa del GS Alto Garda si è classificato anche secondo nel 2007, quarto nel 2010 e quest’anno, nel 2017, quando è riuscito anche a centrare il suo unico successo di tappa nella frazione inaugurale, Kufstein-Innsbruck, rompendo un digiuno di tre anni ed indossando la maglia di leader della corsa. Negli anni aveva inoltre instaurato un sincero rapporto di amicizia con Lina e Nerino Ioppi, all’epoca responsabili dell’organizzazione.

Venerdi era rientrato a casa nelle Marche in tarda serata. Stamane alle 8 era già in bici: la sua grande professionalità e l’amore per il ciclismo non meritavano un destino così crudele.